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Ci guardano, prontuario di un innocente

All credits: LAC Lugano Arte e Cultura

Carmelo Rifici è l’autore e il regista di Ci guardano – prontuario di un innocente, lavoro che gli è stato suggerito dalla stesura della dichiarazione di intenti di Lingua Madre, progetto vincitore del Premio Hystrio Digital Stage 2021, di cui riflette la struttura in forma di decalogo.

Ci guardano sviluppa il suo percorso drammaturgico in dieci monologhi ‘aperti’ in cui gli allievi della Scuola “Luca Ronconi” del Piccolo Teatro di Milano ‘dialogano’ con la camera a mano. Un lavoro sul teatro e sul linguaggio in cui Rifici rilegge alcuni dei temi da lui affrontati negli anni recenti del suo lavoro registico; il rapporto tra linguaggio verbale e fisico, tra vittima e carnefice, tra parola e gesto. Un viaggio nel tempo, un flusso di coscienza che si sviluppa in un continuo gioco di riflessioni e specchiamenti che lo spettatore è invitato a seguire, grazie ad un sottile filo rosso che rievoca personaggi mitici o realmente esistiti intorno al tema del capro espiatorio.

Carmelo Rifici - Bio:
Laureato in Lettere, diplomato alla Scuola dello Stabile di Torino, è stato regista collaboratore di Luca Ronconi in Progetto Domani, evento teatrale dei Giochi Olimpici Invernali di Torino 2006. Affianca Ronconi nelle regie di Fahrenheit 451, Ulisse doppio ritorno, TurandotIl mercante di Venezia. Come regista firma decine di lavori tra cui Il giro di vite, La tardi ravveduta e La Signorina Julie per il Litta di Milano (2003-06), Lunga giornata verso la notte per il Teatro Filodrammatici di Milano (2006). Napoli Teatro Festival gli commissiona la regia di Chie-Chan e io, dal romanzo di Banana Yoshimoto (2008). Per il Piccolo Teatro di Milano ha firmato le regie de I pretendenti di Jean-Luc Lagarce, Il gatto con gli stivali di Ludwig Tieck (2009) e Nathan il saggio di Ephraim Lessing (2011). Nel 2010 ha firmato Dettagli di Lars Norén al Piccolo e Fedra di Euripide a Siracusa. Ha diretto Buio di Sonia Antinori per Teatro Due Parma, Medea di Luigi Cherubini per il Ponchielli di Cremona, I puritani di Vincenzo Bellini per il Circuito Lirico Lombardo, Giulio Cesare di William Shakespeare e Visita al padre di Roland Schimmelpfennig per il Piccolo di Milano. Dal 2014 è direttore artistico di LuganoInScena dove dirige Gabbiano di Anton Cechov, Ifigenia, liberataPurgatorio di Ariel Dorfman, l’opera Il Barbiere di Siviglia, Avevo un bel pallone rosso, I Cenci su musica e libretto di Giorgio Battistelli che nel 2020 è nel cartellone di Biennale Musica di Venezia e del Festival Aperto di Reggio Emilia, Macbeth, le cose nascoste. Nel 2019 firma la regia di Gianni Schicchi di Puccini e di L’heure espagnole di Ravel al Teatro Grande di Brescia. Nel 2020 diventa direttore artistico del centro culturale LAC Lugano Arte e Cultura della città di Lugano. Dal 2015 dirige la Scuola di Teatro Luca Ronconi del Piccolo di Milano. Nel 2005 vince il Premio della Critica come regista emergente, nel 2009 il Premio Eti Olimpici del Teatro come regista dell’anno, il Premio della Critica, il Golden Graal ed è nelle nomination per i Premi Ubu come regista dell’anno. Nel 2015 vince il Premio Enriquez per la stagione teatrale di LuganoInScena, nel 2017 lo vince nuovamente per la regia di Ifigenia, liberata. Nel 2019 vince il premio I nr. Uno conferitogli dalla Camera di Commercio Italiana per la Svizzera (CCIS) per il suo lavoro al LAC. Insieme a Paola Tripoli è ideatore di Lingua Madre – Capsule per il futuro.

10.11.2021, 18:00 – 20:00
Lugano Living Lab - Città di Lugano
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